La doppia vita del Prof. Rosen

La misteriosa morte di un libidinoso professore di botanica

  • Il professore di botanica Felix Rosen

  • La villa dove abitava Felix Rosen. Source: dolny-slask.org.pl


Vi siete mai chiesti che aria si respirasse nella Wroclaw a cavallo dei secoli XIX e XX? Del passato cittadino fanno parte non solo eleganti edifici condominiali e slanciate torri adornate da una profusione di guglie e pinnacoli che allora componevano il panorama urbano, ma anche feroci assassini e macabre storie capaci di congelare il sangue nelle vene dell’opinione pubblica europea. L’Encyklopedia Wroclawia narra ad esempio la storia della brutale morte di Erika e Otto Fehse (10 e 8 anni), i cui corpicini inermi furono mutilati e squartati nel giugno 1926. Le indagini videro la partecipazione del noto Ernst Gennat, capo della squadra omicidi di Berlino. L’autore dell’efferato crimine sembrava inafferrabile e il caso fu archiviato fino al 1934 - malgrado la mancanza di prove inoppugnabili a suo carico, il delitto fu attribuito ad uno studente cecoslovacco, nella cui trascurata abitazione furono ritrovate 1230 cartelle contenenti dati anagrafici, indirizzi e abitudini di bambini che abitavano a Wroclaw...

Anche nel 1925 la realtà dei fatti nell’allora capitale della Slesia seppe superare la finzione letteraria quanto a fecondità di dettagli raccapriccianti e trame perverse. 90 anni fa Felix Rosen, rispettato professore di botanica dell’Università di Wroclaw, venne trovato ucciso a colpi di pistola nella sua villa, nell’odierna ul. Brandta. L’episodio occupò le pagine di numerosi giornali stranieri, che dedicarono ampio spazio alle versioni contrastanti di colei che passava per moglie della stimata figura universitaria. La donna disse infatti inizialmente di essere svenuta all’arrivo degli aggressori, più tardi raccontò di essersi calata in giardino con una fune fatta di più lenzuola legate tra loro. Non furono però individuate tracce di scassinamento o forzature della porta d’ingresso, ottenere inoltre una corda come quella annodata richiedeva almeno una ventina di minuti, rendendo quindi ancora più improbabile la confessione.

Nel corso delle indagini emersero nuovi particolari. Si apprese ad esempio che Frau Neumann era un’ex prostituta, a cui Felix Rosen aveva deciso di dare rifugio e che era poi diventata la sua compagna. A produrre la maggiore costernazione nel locale ambiente didattico, tuttavia, fu scoprire che l’esperto di botanica possedeva una doppia personalità e che la sua vita notturna si caricava di lascive tentazioni. I quotidiani lo etichettarono come un nuovo Dr Jekyll e Mr Hyde, che di giorno ostentava talento pedagogico e attendeva la sera per abbandonarsi ad autentici baccanali erotici – che secondo i giornali ricordavano la sessualità senza freni delle feste del mondo classico – a cui partecipavano i membri delle realtà umane socialmente emarginate.

La pseudo moglie disapprovava forse queste oscenità e ha deciso di punire Felix Rosen? Ad ucciderlo fu uno dei partecipanti? Per venirne a capo la polizia tedesca decise di utilizzare per la prima volta l’ipnosi. Per ripulire il suo buon nome, Frau Neumann acconsentì di sottoporvisi ed effettivamente le accuse nei suoi confronti vennero ritirate. Non essendoci altri sospetti, la procuratura dovette ammettere la propria sconfitta. Nel 1927 il colpo di scena: la compagna della vittima raccontò di aver commissionato l’assassinio ad un detenuto scarcerato...

Recatevi in ul. Brandta, al civico n. 6 troverete la casa (splendidamente ristrutturata) di Felix Rosen, il prof a “luci rosse”.   

 

MaMu