Tutte le tracce portano in Sicilia

Una corona d’oro, fiorini e migliaia di monete d’argento

  • La corona tempestata di pietre preziose, appartenente a Bianca di Valois

  • Il Muzeum Regionalny a Środa Śląska


Per 650 anni il tesoro se ne stette sepolto sotto terra, a pochi metri di profondità nel centro storico di Środa Śląska, una cittadina di poco meno di diecimila abitanti, a 25km ad ovest di Wrocław. Forse non un tesoro inestimabile nel vero senso della parola – il valore dei gioielli rinvenuti ammonta infatti a 60 milioni di euro -, ma sufficientemente prezioso da scatenare un’autentica febbre dell’oro.

Tutto cominciò nel 1985, durante gli scavi per la realizzazione delle fondamenta di una centrale telefonica. Le operazioni di movimento terra furono interrotte da una sorpresa inattesa – la cucchiaia dell’escavatore, infatti, portò alla luce un tesoro tutto d’oro puro. Una seconda scoperta fu effettuata pochi anni dopo, nel maggio del 1988, durante i lavori di demolizione di una palazzina a soli dodici metri dal primo rinvenimento. Se oggi ad entusiasmarci è soprattutto il valore storico del tesoro, nel momento della scoperta si è assistito ad un autentico saccheggio abusivo da parte di numerosi improvvisati cercatori d’oro che non avevano la benchè minima voglia di segnalare i propri ritrovamenti alle autorità locali. Malgrado l’entità delle monete e dei gioielli depredati fosse tale da costringere le autorità a corrispondere dei premi in denaro per i responsabili delle razzie, il bottino recuperato fu insoddisfacente e dovette intervenire la procuratura. Molti non reagirono nemmeno all’appello dell’allora ministro della cultura Aleksander Krawczuk, che per ogni oggetto prezioso restituito offrì un compenso pari a tre volte il valore del metallo. I corpi di polizia avviarono quindi un’operazione  con il criptonimo “Korona”, chiamata ad abbracciare tutto il territorio nazionale – varie persone furono denunciate e sottoposte a processo penale.

In tutto sono stati recuperati 39 fiorini d’oro e la bellezza di 7691 monete d’argento – a parte il denaro, ciò che valorizza maggiormente il tesoro di Środa Śląska (in polacco Skarb Średzki) sono però i gioielli reali, tra questi fermagli, fibbie, orecchini e anelli. Si ritiene che la loro ultima proprietaria fosse Bianca di Valois, che nel 1328 sposò Carlo della casata di Lussemburgo, eletto re di Germania (formalmente Re dei Romani) con il nome di Carlo IV. Bianca li aveva ereditati dai suoi antenati siciliani (la Sicilia fece infatti parte della Corona d’Aragona, con cui Bianca era imparentata), il che spiegherebbe i motivi decorativi tipici dell’oreficeria dell’Italia meridionale dell’epoca. Uno dei gioielli più finemente lavorati e sfarzosi è la corona composta da dodici elementi, ognuno dei quali caratterizzato dal simbolo dell’aquila. Risale all’inizio del XIV secolo ed è decorata con placche smaltate recanti zaffiri e smeraldi, tempestate di piccole perle, granati e altre gemme.  In seguito alla morte della moglie, Carlo IV dovette affrontare diverse difficoltà finanziarie (essenzialmente legate alla rivendicazione da parte sua del titolo di imperatore del Sacro Romano Impero) e lasciò i preziosi come pegno ad un banchiere ebreo di Środa Śląska. Conclusa la transazione, Muscho scelse come nascondiglio un posto solo a lui noto – la storia volle che proprio in quel periodo esplodesse un’epidemia di peste e il finanziatore di Carlo morì con ogni probabilità durante una brutale ondata di pogrom finalizzati a punire gli ebrei, accusati di diffondere la malattia. Il luogo rimase segreto fino ai lavori edili del 1985.

Il tesoro che ha reso famosa la città di Środa Śląska rappresenta indiscutibilmente uno dei ritrovamenti archeologici più rilevanti del XX secolo, e spesso viene esibito in mostre di prestigio in tutta Europa. L’origine siciliana della corona in particolare è confermata dai globi tenuti tra gli artigli dalle aquile: si tratta di un motivo ricorrente nel Mezzogiorno italiano dell’epoca, basti pensare al trono vescovile del XII secolo conservato nella cattedra di San Sabino a Canosa (Puglia). Oggi la parte più consistente del tesoro si trova nel museo regionale di Środa Śląska. Vi invito ad andarci, forse riuscirete anche voi a far riaffiorare qualche monile da sotto terra!

 

MaMu