Escludeteli dal vostro itinerario turistico!

Due posti che preferireste non frequentare…

  • Il penitenziario in ul. Kleczkowska Source: http://wroclaw.fotopolska.eu/


Bevi moderatamente!

Il prezzo da corrispondere per passarvi una notte è tra i più alti in città e la durata del soggiorno non può superare le 24 ore. Offre condizioni spartane, letti senza cuscini e ci sono inferriate alle finestre, l’interesse però non manca e spesso capita che non ci siano posti disponibili.

Si trova in ul. Sokolnicza 14-18 e la targa accanto all’ingresso recita “Centro per l’assistenza alle persone in stato di ubriachezza” (Wrocławski Ośrodek Pomocy Osobom Nietrzeźwym). In 11 sale si trovano 58 letti e un sistema di videosorveglianza assicura il monitoraggio costante di quanto succede. “Ci giungono soggetti con tasso alcolemico nell’aria espirata compreso tra 0,5 e 3,5. Ogni mese la polizia o i vigili urbani ci portano circa 800 persone”, racconta il direttore della struttura.  Prevalgono di gran lunga gli uomini, il 25% degli “ospiti” fa parte del popolo dei senzatetto. Il record appartiene ad un uomo che in due anni ha frequentato il centro ben 160 volte! Vi hanno pernottato anche tedeschi, italiani e coreani…Dopo l’abbondante bevuta i dettagli della permanenza con ogni probabilità non si fisseranno nella memoria, in compenso il portafoglio ne risentirà non poco – la visita lo alleggerirà infatti di 300 złotych.

Nel centro è anche attivo una specie di pronto soccorso abbigliamento, che oltre ad un pasto caldo provvede a garantire abiti puliti ai più poveri e alle persone prive di fissa dimora. Un medico di servizio è sempre disponibile 24 ore su 24 per controllare lo stato di salute, chi ne fa richiesta può anche beneficiare dell’aiuto da parte di terapeuti e psicologi.

 

La via più lunga di Wrocław

In questo caso non si tratta di una connotazione positiva, si dice infatti che talvolta se ne può uscire dopo 25 anni. Parliamo del carcere in ul. Kleczkowska.

La fortezza domina sul panorama architettonico circostante. Per tutto il perimetro la circonda un doppio muro, è stata costruita con pianta a croce ed è indiscutibilmente uno dei posti più tetri in città. L’hanno progettata Max Leben e Heinrich Butz e i lavori terminarono nel 1895. All’inizio operava in qualità di istituto di custodia cautelare e luogo di detenzione per i minorenni. A partire dal 1936 lo stabilimento fu destinato all’espiazione della pena della reclusione - prima e durante la seconda guerra mondiale vi furono anche eseguite delle pene di morte per mezzo della ghigliottina, sia elettrica che manuale. A quegli anni risalgono le vicende più amare di cui fu teatro il penitenziario, quando cioè vi furono rinchiusi partigiani, esponenti dei movimenti di opposizione e in generale i combattenti antihitleriani. Per molti di loro il carcere era la fermata che precedeva l’esportazione nei campi di concentramento. Durante il periodo di repressione stalinista, invece, nel cortile interno persero la vita i rappresentanti delle organizzazioni che rivendicavano una Polonia libera e sovrana.

Ogni anno il carcere arriva ad ospitare indicativamente diecimila detenuti. La maggior parte delle celle può accogliere fino a cinque persone e le massime dimensioni dello schermo del televisore, fisso elemento d’arredo, possono essere di 14 pollici. L’impianto comprende anche un centro per l’istruzione: ci sono laboratori d’informatica, elettricità, elettronica e per lavori di rifinitura edile. Per i detenuti che soffrono di dipendenza da alcool o narcotici è previsto un trattamento di cura sviluppato da personale qualificato.

 

MaMu