Energia pulita, Wroclaw all’avanguardia

Attenzione di comunità scientifica e investitori puntata su Olga Malinkiewicz


Le perovskiti possiedono tutte le carte per rivoluzionare la produzione dei pannelli fotovoltaici e la giovane fisica polacca Olga Malinkiewicz è uno dei pionieri della ricerca intesa a far materializzare i vantaggi economici di questo materiale a basso costo. L’obiettivo è chiaro – essere la prima a brevettare un processo di fabbricazione su scala industriale. Olga ha conseguito la laurea triennale presso la Facoltà di Fisica dell’Università di Varsavia, ha poi continuato gli studi nella spagnola Valencia, dove ha terminato il dottorato di ricerca. Qui si è imbattuta nella perovskite e le ci sono volute solo poche settimane per sviluppare celle solari costituite da film sottili di questo cristallo inorganico. Nel maggio 2014 è tornata in Polonia, ha fondato la società Saule Technologies e ora sta conducendo la sua attività di ricerca presso il laboratorio di elettronica stampata e pannelli fotovoltaici del Centro Ricerche di Wroclaw EIT +.

La perovskite in sè non è affatto una novità. Trattasi di un minerale con struttura cristallina scoperto già nel 1839 nei monti Urali. Eppure solo di recente fisici e chimici hanno deciso di applicarne le funzionalità nella realizzazione di celle fotovoltaiche. Uno dei precursori in tale campo è Michael Grätzel, a capo del Laboratorio di fotovoltaico del Politecnico di Losanna, e inventore di una cella in cui un colorante (le antocianine) svolge la funzione della clorofilla. Quando Grätzel ha invitato l’Università di Valencia ad unirsi alle sue ricerche, Olga Malinkiewicz ha trovato un modo per aggirare la cottura delle piccole lastre di vetro a 500 °C. La sua innovazione consiste infatti nella realizzazione di celle solari che necessitano di trattamenti semplici a basse temperature – la ricetta ideale per dei costi di produzione altamente contenuti.Ho deciso di modificare la composizione chimica della perovskite, così da  poterla comodamente depositare allo stato liquido su una pluralità di superfici e supporti flessibili” – spiega Olga. La scoperta è stata brevettata e le sue celle a film sottile descritte nella rivista Nature Photonics. A marzo dell’anno scorso ha ricevuto il premio Photonics21 dalle mani di Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione Europea. A settembre a citare la fisica polacca è stata l’autorevole Nature, un mese più tardi Olga finisce sulla copertina dell’edizione polacca di Forbes, che la celebra chiamandola “Il nuovo Edison polacco”. Da qualche mese a questa parte Olga collabora con il Centro Ricerche di Wroclaw, il fiore all’occhiello quanto a ricerca scientifica nel capoluogo della Bassa Slesia. “I brillanti risultati scientifici raggiunti da Olga Malinkiewicz, accompagnati da un altrettanto promettente modello di business, ci hanno convinto a contribuire allo sviluppo del progetto portato avanti da Saule Technologies” – spiega Tomasz Gondek, vicepresidente dell’EIT+.

Nei prossimi sei anni la ricerca scientifica in Polonia riceverà un’iniezione da 7,6 miliardi di euro, la probabilità che buona parte di questi fondi irrori validi progetti è dunque notevole. Il Paese ha bisogno di individui capaci di trasferire grandi idee dal laboratorio al mercato. Olga ambisce a tagliare per prima il traguardo nella corsa verso la commercializzazione dei pannelli solari a base di perovskite. Considerando che la perovskite vanta un’efficienza di conversione della luce solare in elettricità in costante crescita, la posta in gioco può essere molto allettante. La sfida consiste ora nello sviluppo di celle solari non solo ad alto rendimento, ma anche con caratteristiche di stabilità perchè la loro capacità di assorbimento della luce non decresca con il passare del tempo.

Insomma, stiamo assistendo alla nascita di un serio concorrente per il silicio, che da più di cinquant’anni ha il monopolio nel fotovoltaico. L’energia a basso costo alimentata dal sole è sempre più vicina - sarà Olga Malinkiewicz a vincere la gara?

 

MaMu